Tommaso Di Spigna
Tommaso Di Spigna è un giovane illustratore milanese. Il suo stile è molto particolare e riconoscibile, fatto di personaggi immaginari, caricature, deformazioni, deliri e quel tratto a china pulito che gli ho sempre invidiato alle superiori…
1. Ciao Tommaso! Presentati
Tommaso Di Spigna, ma volendo anche Spugna, per gli amici o per chi ama i soprannomi.
2. Qual’è stata la tua formazione?
Ho studiato prima al Liceo Artistico (il Boccioni a Milano, per essere precisi) e subito dopo ho frequentato per tre anni il corso diurno di fumetto alla Scuola di fumetto di Milano.
3. Il tuo stile, com’è nato e come si è evoluto negli anni?
Il mio stile nasce da tutto ciò che mi piace.
Analizzo ogni disegnatore che osservo per carpirne gli aspetti che più mi piacciono, e poi cerco di aggiungere questi nuovi “ingredienti” al mio modo di disegnare. È un lavoro di assorbimento e rielaborazione continuo, in cui secondo il mio gusto mi trovo a prediligere qualcosa piuttosto che altro, anche a seconda del momento. Poi più disegno e più mi sembra di andare verso quello che voglio diventare.
4. Da dove trai ispirazione per i tuoi disegni?
Solitamente parto da una semplice forma geometrica, dalla composizione, e mentre disegno la “vesto” di qualcosa che sia il soggetto, così cerco sempre di lavorare su nuove forme. Se invece il soggetto è già ben chiaro in mente faccio il lavoro opposto, ricerco una composizione che mi interessi per un soggetto che è già deciso. Per l’ispirazione cerco sempre di far raccontare qualcosa ai miei disegni, che sia una stupidata o qualcosa di più complesso. Anche qui è un discorso di sovrapposizione di concetti e idee, solitamente le cose nascono in maniera estremamente spontanea.
5. Quali sono gli avvenimenti che hanno segnato la tua carriera di illustratore?
Per il momento la vittoria di qualche concorso, tra cui la prima edizione di “Verticalismi” e la mia prima autopubblicazione, “METASTASI” realizzata con dei miei amici e compagni di studi. Anche l’incontro con diversi autori che stimo parecchio dal punto di vista professionale e ora posso dire anche personale. Il confronto con dei professionisti è sempre estremamente stimolante, e quando ti rendi conto che anche umanamente si tratta di persone grandiose è una cosa proprio appagante.
6. Progetti futuri? Ci dai un’anticipazione?
Ho in ballo delle collaborazioni con alcune riviste, ma ovviamente sono progetti top secret, e poi sono impegnato a lavorare su un paio di volumi a fumetti da autore completo, ma anche questi sono progetti in fase embrionale, ancora senza editore.
7. Idoli?
Svariati. Eiichiro Oda, Elzie Crisler Segar, Simon Bisley, Ralph Steadman, Corrado Mastantuono, Sergio Toppi, Raphael Grampà, Manu Larcenet e molti altri…
8. Una città in cui ti piacerebbe vivere?
Per il momento vivo alla grande a Milano, così malcagata e fonte di insoddisfazione per tutti. Vivrei volentieri in Francia, anche se non so se riuscirei a lasciarmi alle spalle tutto quanto. Forse qualche bella città della Germania… Pensandoci bene, con tutta onestà, questa è una risposta a cui faccio molta fatica a rispondere.
Articolo a cura di Laura Macchi










