



Serena Bosone
È di origini milanesi questa giovane creativa fondatrice del marchio “BINGLABANGLES”, le sue creazioni però prendono spunto dai paesi lontani di tutto il mondo, Africa, Cina, Messico.
1. Presentati Brevemente.
Mi chiamo Serena Bosone, sono nata a Milano negli anni 80, ho fatto il liceo artistico, e poi ho frequentato l’accademia di Brera , scenografia, mi scambiano tutti per un’irlandese ma in realtà le mie origini sono napoletane, era mio nonno, che era napoletano, che veniva chiamato “u irlandese”, non lo so probabilmente qualche cosa di nordico nel mio sangue ci sarà, ma risale troppo indietro nei secoli perché io me ne ricordi….
2. Qual’è il gesto quotidiano che ripeti più volte ?
Spesso quando sono davanti al computer, o ricevo una telefonata di lavoro, o insomma tutte le volte che il mio cervello si attiva con una certa attenzione, ho il vizio di prendermi un ciuffo dei capelli e arrotolarlo di continuo, è una cosa che facciamo tutti in famiglia, mi aiuta a concentrarmi.
3. Come nasce l’idea del marchio “BINGLABANGLES”?
In realta’ il nome iniziale del marchio era BINGLABA’, che vuol dire, “ciao” in Birmano, rimasto nella mia memoria dopo un viaggio in Birmania con quella che, ai tempi, era la mia socia con cui creai il marchio. Ora il nome è cambiato, perchè per una serie di vicissitudini, io e lei ci siamo separate, e il nome del mio marchio, si è trasformato in “BINGLABANGLES”. Mi piace perché è un nome musicale, vivace e di fantasia.
4. Che materiale utilizzi per realizzare le tue collezioni?
Durante i miei studi la materia che mi affascinava di più era storia dell’arte, così quando ho iniziato a lavorare il plexiglass, che è un materiale moderno, dalle sfaccettature lucenti, mi è venuto istintivo e naturale riportare quelle che erano le mie passioni per i pittori antichi nelle mie creazioni, dando vita ad un gioco di antichità e modernità. Ho così approfondito uno studio, quasi antropologico. Sono partita dalle maschere africane, le stesse che probabilmente avevano affascinato i pittori del secolo scorso e le ho riprese nella collezione di gioielli tribali. Oppure ho proposto i collari delle donne giraffe della Birmania, la mia sfida è stata fare lo stesso modello, ovviamente più mettibile, con tubi fluo e neri.
Alla fine ho capito che mi interessava questo tipo di ricerca, attingere dal passato e da suggestioni del passato. Come nella collezione “Frida”, dove ho usato i colori più sgargianti del plexiglas, riprendendo il blu del Messico, i colori vivaci dei quadri di Frida Kahlo e delle buganvillee che portavano le sue modelle tra i capelli.
L’ultima collezione è nata da un viaggio che ho fatto l’estate scorsa in Cina e dagli antichi gioielli cinesi dei primi ’800. Ho sintetizzato quelli che mi sembravano i colori più rappresentativi della Cina antica, rosso lacca, verde giada, giallo zafferano.
Nel caso dell’ultima collezione “cinese”, è stata la prima volta che, oltre al plexiglass, ho usato la resina, perché ha un tipo di impasto di colori più morbido, che appunto mi richiamava fortemente le vecchie lacche cinesi.
5. Attualmente stai lavorando a qualche nuovo progetto ? Raccontacelo.
Parallelamente alla mia creazione di gioielli, lavoro spesso come aiuto scenografa, e tutto quello che vedo e che tocco, tutto quello che mi porta a ricercare qualche cosa per un set, da una vecchia poltrona, a un cappello anni ’30, è fonte di ispirazione per le mie nuove collezioni, nella mia vita creativa è tutto collegato, un ambiente contamina l’altro, mi è capitato ad esempio di stampare enormi lastre in plexiglas fiorate per dei set fotografici……
6. Cosa fai quando non lavori ?
Quando non lavoro, cerco di viaggiare il più possibile, è una cosa più forte di me, anche solo un week end in una città’ europea, mi rivitalizza, ecco perché nei ritagli di tempo sto ore sul computer per trovare voli a prezzi stracciati… settimana prossima, me ne andrò a Copenaghen, penso!
Link : http://www.binglabangles.com
Foto per gentile concessione di Serena Bosone.









