
Joshua Ben Longo
Si definisce artista, designer e maestro ma potremmo aggiungere “creatore di mostri” se esistesse una professione del genere.
Joshua Ben Longo crea animali e mostri con stoffa, pelle ed altri materiali e in mezzo a questo contesto di creature immaginarie ogni tanto aggiunge anche qualche sedia stravagante o qualche complemento d’arredo. Ha una enorme cura del dettaglio, cosa che rende i sui lavori dei pezzi unici nel loro genere.
1. Ciao Joshua, presentati.
Sono un artista, un designer e anche un maestro. Sogno di creare un impero di mostri nel quale possa lavorare con gli artisti di maggior talento, voglio fare film, musica e sentirmi soddisfatto in maniera creativa. Voglio divertire, far ridere e sorridere. Vorrei guadagnare per non avere preoccupazioni e per rendere più… Vorrei alzarmi la mattina e fare esperimenti tutto il giorno senza alcuna preoccupazione.
2. Cosa ti ha spinto a diventare un’artista/designer?
Questo era il mio destino, il mio vero cammino. Non riesco nemmeno a immaginare di poter fare una qualsiasi altra cosa e non mi sarei aspettato che il mio futuro fosse qualcosa di ben preciso. Non mi sono mai preoccupato di quello che sarei diventato. Sono appena riuscito
a fare ciò che mi piace e lascio che sia questo a guidarmi.
3. Ti ritieni più un’artista o più un designer?
Chi lo sa più! Lascio i critici e gli editori a decidere.
4. Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Jim Henson, Jack Kirby, Lee Bontecou, Brancusi, Noghuci, Charles Burns, Jan Svanmajker, L’incredibile Hulk, Patton Oswalt, Louis CK, Bill Cosby, Murakami, Vonnegut, Jodorowsky, il comportamento umano, i cuccioli, la mitologia, Phillip Glass, la pornografia.
5. Che tipo di materiale usi per i tuoi progetti?
In questo periodo uso per lo più feltro ed eco pellicce ma vorrei utilizzare più legno e acciaio. Uno dei miei studenti, Matthew Speedy, fa cose impressionanti con la schiuma espansa e mi piacerebbe provare ad utilizzarla.
6. Ci puoi parlare dei tuoi mostri? Come ti è venuta l’idea?
Ci sono due modi in cui generalmente elaboro le mie idee: disegno fino a quando non sono felice e soddisfatto e poi inizio con la costruzione. Solitamente preferisco iniziare senza alcuna idea e interagire con il materiale che utilizzo e con il processo di produzione necessario. Lavorando in questo modo riesco ad intuire meglio il processo di scoperta, trovo sorprese dietro ogni punto.
7. Cosa rappresentano? eri spaventato dai mostri quando eri bambino?
Avevo paura di tutto quando ero un bambino, tuttavia ho iniziato ad amare i film sui mostri e sui cattivi. Credo che rappresentassero la mia risposta emotiva al mondo, mi permettono di capire l’energia intorno a me.
8. Segui tutte le fasi della realizzazione dei tuoi progetti? dal disegno all’assemblaggio?
Si, seguo tutto io. Gli unici mostri che non ho effettivamente costruito io sono quelli per gli spot o2. Un’artista deve saper metter mano nel suo lavoro, ma anche essere aperto ad accogliere un team di persone che lo aiutino a raggiungere i propri obiettivi.
9. Ho visto che usi un sacco di quaderni per gli schizzi, la ritieni una necessità o una abitudine?
Il disegno è lo strumento più importante per me per documentare rappresentare visivamente il mio dialogo interno. Ho bisogno di disegnare e lo faccio ogni giorno, penso che tutti dovrebbero farlo! È il mio diario, la mia storia. È tutta una questione di idee. Se si riesce a disegnare si può fare qualsiasi cosa.
10. Cosa fai quando non disegni o progetti qualcosa?
Scrivo musica, scrivo barzellette, cucino, mi piacciono i vecchi film, mi piace parlare di me, amo il suono di un applauso. Sono sempre impegnato a disegnare… Se non sto mangiando, leggendo o dormendo significa che sono impegnato a disegnare.












