Gemma Vernò

Chi pensa che l’ultimo cappellaio esistente fosse quello di Alice nel Paese delle Meraviglie si sbaglia di grosso! Una nuova stella è in città e chissà che non riesca a ricordarci che un bel cappello non è mai fuori moda.

1. Ciao Gemma! Parlaci di te

Ciao, mi chiamo Gemma Vernò, ho 28 anni e sono una modista che fa cappelli su misura e su commissione (bespoke millinery).

2. Com’è nata la tua passione per i cappeli?

E’ iniziata intorno ai 19 anni, quando ho iniziato a studiare moda a Milano.

3. Perchè proprio il cappello tra tutti gli accessori che ci sono?

Sono sempre stata appassionata di cinema, teatro, affascinata dai costumi e da tutto quello che è il “dietro le quinte”. Ma il cappello è un elemento che mi ha colpita particolarmente.

4. Come hai imparato il mestiere? Hai seguito dei corsi specifici?

Finita la scuola di moda ho fatto degli stage e lavorato in alcuni uffici stile. Ad un certo punto però mi è venuta la fissazione di voler andare a Londra, città di cui mi ero innamorata durante vari viaggi. Così ho cercato dei corsi che potessero fare al caso mio e quando ho visto quale vasta offerta ci fosse in confronto all’Italia mi sono detta “Cosa ci faccio ancora qui!?”. Sono partita e sono rimasta a Londra per un anno e mezzo, prima seguendo dei corsi brevi al Saint Martin College e poi al Kensington&Chelsea College, e in seguito sono stata assistente modista presso lo studio di Victoria Grant a Notting Hill!

5. Per il mestiere che fai, Londra ha tutto un altro fascino…

Assolutamente. A Londra c’è un vero e proprio culto del cappello, però è comunque faticoso per uno straniero riuscire a integrarsi. Non sarai mai trattato alla pari di un inglese.

6. Parlaci della tua collezione

È una linea piuttosto minimal, non mi piace far convivere troppi elementi: preferisco lavorare sulla forma e in generale sono una persona che ama le cose semplici. Per questi cappelli ho scelto le borchie come dettaglio decorativo; uso sempre materiali di qualità come seta, feltro di diverse tipologie, sinamay (un tessuto apposito per la fabbricazione di cappelli).

7. Sono interamente realizzati a mano?

Si, uso la macchina da cucire solo per alcuni punti ma tutto il resto è fatto a mano. Devo dire che da quando faccio questo lavoro riesco ad apprezzare in maniera diversa anche il lavoro manuale degli altri.

8. Il cappello più assurdo che hai fatto

Un casco disco ball. Non immagini che lavoro attaccare tutti gli specchietti uno a uno!

9. Sogni?

Riuscire ad aprire uno studio, magari poter offrire degli stage e avere qualcuno che lavori con me: mi manca molto il lavoro di squadra! Poi, come sempre, viaggiare.

10. Musica preferita?

Coldplay senza dubbio, poi i Radiohead.

 

gemmavernohats.tumblr.com

 

Articolo a cura di Laura Macchi

 

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