Ester Grossi

Le sue opere hanno uno stile inconfondibile e coloratissimo e lei è Ester Grossi, giovane pittrice ed illustratrice che disegna copertine di vinili, manifesti per festival di cinema e teatri lirici e ama interagire con altre discipline artistiche, come musica e moda.

 

1. Potresti gentilmente farci una breve presentazione di te.

Sono una ventinovenne abruzzese, da tanti anni trapiantata a Bologna, città nella quale mi sono laureata in Storia e Critica del Cinema presso il DAMS. Ho sempre amato la pittura, che ho studiato negli anni precedenti l’università. Da pochissimo tempo questa passione è diventata un lavoro; al momento mi dedico sia alla pittura che all’illustrazione.

 

2. Qual è il gesto quotidiano che ripeti più volte?

Ci ho pensato un po’ e credo che il gesto che ripeto più volte, durante l’arco della giornata, sia leggere. Leggo di tutto, libri, riviste, volantini di qualsiasi genere, cataloghi, articoli on-line, il retro dei prodotti che compro. In questo momento sto leggendo un libro trovato casualmente in casa, “L’ozio come stile di vita” di Tom Hodgkinson.

 

3. Quando hai scoperto che volevi diventare una pittrice?

Non saprei dirlo con esattezza, so soltanto che ho sempre amato disegnare e dipingere. Un passo importante per il mio futuro è stato l’aver scelto consapevolmente di voler studiare in un istituto d’arte. Credo anche di essere stata influenzata da mio padre che in passato è stato pittore, anche se poi ha optato per l’archeologia. Era talmente annoiato dalla pittura da aver lasciato incompleto il suo autoritratto del giorno del matrimonio, che ho ultimato io.

 

4. Dove trovi ispirazione per i tuoi lavori?

Ovunque. Libri, film, esperienze personali, musica, amici, le idee possono venire da tutto ciò. Delle tante cose assorbite quotidianamente, ce ne sono alcune che sedimentano e che sento il bisogno di studiare, di rielaborare.

 

5. Che materiali usi? Come crei il tuo lavoro?

Solitamente lavoro con gli acrilici; a volte anche con lo smalto e con i tessuti. Lavorando con grandi campiture di colore piatto, l’acrilico è la tecnica ideale. Solitamente parto da fotografie che rielaboro o stravolgo. Sulla tela riporto soltanto delle linee basilari, poi il resto, la scelta del colore, le forme, vengono fuori in modo istintivo. Prima di passate alla tela, ho soltanto in mente l’atmosfera che vorrei creare.

 

6. Attualmente a quale progetto stai lavorando? Raccontacelo.

In questo momento sto lavorando a più progetti. Uno, per una mostra che dovrò fare a fine anno, del quale però non vorrei svelare nulla. L’altro riguarda una serie di ritratti incentrati sulla cultura gay bear. A Bologna organizzano da anni delle serate gay bear, ma l’input me lo ha dato un mio amico, grazie al quale ho approfondito l’argomento, ne ho scoperto la storia e alcuni blog e magazine, soprattutto americani, di riferimento. Si tratta di una di una “subcultura” del mondo omossessuale che mi ha sempre affascinato e che ho notato essere poco conosciuta. Credo ci sia una visione molto superfiale e stereotipata del mondo gay, che non è popolato soltanto da fan di Lady Gaga o Shakira (insomma, ciò che vorrebbero farci credere quei programmi di approfondimento del mondo giovanile di Italia 1).

 

7. Cosa fai quando non pratichi la tua passione?

Molto tempo lo passo fortunatamente a dipingere. Quel che resta a leggere, vedere film, mostre, concerti, amici, all’ozio e a pensare ai prossimi progetti!

 

Link : http://www.behance.net/estergrossi.

Immagini per gentile concessione di Ester Grossi.

 

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