Costanza and the Queens

Ore 19:00 di giovedì 13 ottobre, si spengono i computer, prendiamo le giacche e via. La redazione si sposta in massa in via Forcella allo spazio Concept e si  trova davanti agli occhi una serie di tele realizzate da street artist (solo donne!) provenienti da tutto il mondo. Ognuna con il suo stile e le sue techniche, ognuna che cerca di imporre il proprio carattere, una mostra interessante in una location perfetta per l’evento. In occasione della stessa, che durerà dal 13 al 16 ottobre, vi presentiamo l’intervista a Costanza Sartoris, giovane curatrice che ha organizzato l’evento Urban Queens e che gravita attorno alla scena della street art italiana in versione femminile.

 

1. Ciao Costanza, presentati.

Ciao! Sono Costanza Sartoris una ragazza di vent’anni dai mille interessi, tra cui una grande passione per la street art.

2. Come è nata l’idea della mostra Urban Queens e come l’hai sviluppata?

La mostra Urban Queens nasce come seguito di un progetto di inizio settembre, Female Street Art on the Roof, dove, in collaborazione con Urban Painting, si è allestita una mostra solo al femminile di street art in un attico in centro a Milano.

3. Che differenze ci sono tra le due mostre?

La principale differenza tra Female Street Art On The Roof e Urban Queens è il luogo in cui viene allestita: si passa da un attico privato allo Spazio Concept, noto spazio espositivo in zona Tortona. Inoltre Urban Queens non è solo un’esposizione: alcune delle artiste saranno presenti e dipingeranno live, un’occasione unica!

4. Come vedi la scena della street art al femminile in Italia?

La scena di street art femminile è sempre un po’ marginale, viaggia per i fatti suoi. Negli ultimi anni però molte ragazze in gamba si stanno dando un gran da fare, tenendo testa ai capisaldi (uomini) della scena. In Italia soprattutto c’è un bel gruppo di artiste, che non si limitano a lavorare nel bel paese, ma girano un po’ il mondo diffondendo il loro stile made in Italy.

5. Parlaci della tua esperienza da curatrice, come hai iniziato?

La domanda posta così sembra presupporre una lunghissima carriera.. in verità Urban Queens è la seconda mostra che curo. Se consideri “curatore” chi organizza le jam di writing per la festa del liceo e i laboratori artistici alle autogestioni scolastiche, allora ho curato 5 mostre in tutta la mia vita iniziando intorno alla 4a liceo.

6 Che difficoltà hai incontrato?

La difficoltà più grande l’ho trovata all’inizio di quest’estate: avevo un’idea (organizzare una mostra di street art), un posto, molta voglia di fare, ma poca stima in me stessa. Avevo paura che tutto sarebbe stato un fiasco totale. Poi per fortuna ne ho parlato con Urban Paintig (www.urbanpainting.info), che di mostre alle spalle ne ha, e lui ha deciso di insegnarmi il mestiere. Senza il suo aiuto non sarei mai riuscita a organizzare né Female Street Art on the Roof, né Urban Queens. Grazie Gigi!

7. So che sei ancora impegnata con gli studi, come riesci a far combinare le due cose?

Oramai il multitasking è una prerogativa necessaria alla sopravvivenza: tra lezioni in università (studio alla Bocconi un corso ibrido tra l’economia e l’arte), un po’ di babysitting, le serate, le corse in bicicletta per non arrivare sempre in ritardo, gli amici, la famiglia, la nonna e le zie, sono riuscita a incastrare anche la street art. E per ora sembra funzionare, quindi vi aspetto giovedì!

 

http://www.spazioconcept.org/ottobre2011/urban-queens.html

http://www.facebook.com/event.php?eid=282610558423527

Photo credits: James Conrad Louis Baker per picsoup.net

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