

Clet Abraham
È probabile che vi sia capitato di trovarvi per strada e notare un segnale stradale un po’ inconsueto, magari con un omino che regge la barra bianca del senso vietato o la freccia del senso unico che termina in un volto d’angelo stilizzato con tanto di aureola. Ben più difficile è che vi sia capitato di incontrare l’autore di questa geniale forma artistica, conosciuta come Sticker Art.
1. Potresti raccontarci qualcosa su di te.
La manualità è per me fondamentale e passo una buona parte del mio tempo a disegnare. d’altronde scovare un soggetto “buono” per un cartello richiede molta ricerca. Per il resto, se questa può essere una curiosità, sto molto volentieri a pensare e basta. Amo bere e non mi sopporto ubriaco.
2. Qual è il gesto quotidiano che ripeti più volte?
Penso sia di toccarmi il naso.
3. Com’è nata l’idea di dipingere sui segnali stradali?
Siamo invasi dai cartelli stradali, uno dei maggiori imbratti del nostro campo visivo comune, collocati spesso non per utilità ma per pararsi il culo da lamentele legali, si chiama cultura della de-responsabilità, il contrario di quello che serve alla collettività. Faccio semplicemente il mio mestiere, cerco di migliorare il patrimonio estetico comune, lavorando sul contenuto.
4. In quante città l’hai già fatto?
Ho lavorato a Firenze, Bologna, Perugia, Arezzo, Pistoia, Pietrasanta, Roma, Milano, Torino, Londra, Parigi e Valencia.
5. Immagino che spesso ti troverai, mentre dipingi i cartelli, in situazioni curiose o inusuali? Qual è la situazione più bizzarra in cui ti sei trovato? Raccontacela.
La più assurda, oltre ad “incontrare la polizia”, è quando mi fisso su un obbiettivo particolare come un cartello molto ben esposto e, mentre preparo il mio adesivo, si parcheggia accanto una coppietta per salutarsi, magari per mezz’ora, e tu sei lì che non vuoi abbandonare il tuo cartello, ma non sai che attitudine prendere per sembrare naturale e non sai nemmeno quanto può durare…
6. Cosa fai quando non lavori?
Sto dietro ai miei tre figli o ai miei vizzi.
Foto per gentile concessione di Clet Abraham.








