BOLO Magazine

Tempo fa, all’inaugurazione della galleria di Patricia, ho conosciuto Marco Nicotra, la mente che sta dietro a Bolo magazine, un mag fatto coinvolgendo la bella cifra di 45 artisti, tenete conto che Marco si occupa di tutto: ideazione, produzione, distribuzione.
Bolo è un ottimo progetto che abbiamo deciso di spingere online ma anche di coinvolgere per il nostro futuro laboratorio di serigrafia.
Intanto beccatevi l’intervista a Marco.


1. Ciao Marco, ci puoi presentare il progetto BOLO?

BOLO è, prima di tutto, un magazine di grafica ideato, impaginato, stampato e distribuito da me. Ha solo 2 colori, nero e blu, e 100 pagine di grafica, fotografia, illustrazioni e testi accuratamente mischiati tra di loro. Tecniche artistiche molto diverse sono unite da un unico tema, quello del primo numero è  “Stars are indispensabile” .
Il magazine include i lavori di 45 artisti internazionali. Alcuni nomi: Anthony Zinonos, Julia Pott, {ths}, Michael C. Hsiung.
E’ anche un cd musicale ( BOLO Tracks 1) , una t-shirt in serigrafia, un blog aggiornato quotidianamente, ma soprattutto, una casa editrice indipendente, BOLO Paper.

2. Come ti è venuta l’idea?

L’idea del progetto BOLO nasce un anno fa esatto, a Berlino. Sfogliando delle zine a Motto Distribution ho deciso che avevo i mezzi e la voglia di farne una mia. All’inizio BOLO doveva essere un libretto pinzato di poche pagine e che racchiudesse solo i miei lavori. Nell’arco di sei mesi (gennaio – giugno) è diventato un libro di di 100 pagine con al suo interno lavori per metà miei e per il resto di molti altri artisti e grafici provenienti da tutto il mondo!

3. Sta funzionando bene il progetto dal punto di vista europeo?

Si direi di si! Nonostante mi stia ancora organizzando bene con la distribuzione fuori dall’Italia, BOLO è già presente a Berlino e Londra soprattutto. In più la maggior parte degli acquirenti dal sito sono europei, con una particolare concentrazione nel Regno Unito. Buon segno!

4. E’ stato complicato lavorare con 45 artisti? Come li hai contattati?

Le persone che hanno deciso di inviarmi materiali per BOLO 1 sono state quasi 100 in realtà, e doverne escludere la metà è stato davvero un lavoro complicato.
Sono andato a gusto personale cercando di privilegiare chi aveva effettivamente affrontato una riflessione sul tema delle stelle, sacrificando gli artwork privi di un link diretto col tema. Tant’è che i materiali “scartati” sono finiti in BOLO 1 Extra, altrettante 100 pagine, stavolta solo digitali, visibili online.

5. Mi racconti un aneddoto sul rapporto con qualcuno degli artisti?

Quando mi trovo in una città all’estero cerco sempre di contattare e vedere le persone con cui ho collaborato, per questo motivo una sera di circa un mese fa a Berlino mi sono incontrato con Alexander Egger, che non avevo mai visto. Abbiamo chiacchierato tutta sera dei nostri progetti passati e futuri, confrontandoci sui punti dolenti dell’autofinanziarsi. Siamo diventati subito buoni amici, complici forse le 3 birre a testa! Posso dire di aver imparato moltissimo da lui e dalla sua esperienza in fatto di autoproduzioni.

6. Come è stato uscire con un’edizione cartacea in un mondo in cui stanno prevalendo le pubblicazioni online?

Come ormai ben sappiamo, la fruizione a video, della grafica soprattutto, non è lontanamente paragonabile all’emozione di tenere in mano qualcosa che puoi sfogliare e toccare. Moltissime grafiche di BOLO trovo che funzionino bene solo se stampate e non a video ad esempio. Fare qualcosa che fosse stampato è stata un’esigenza mia; mi serviva dare una forma tangibile alle mie idee.

7. Programmi per il futuro?

Tanti…sto piano piano organizzando una mostra di BOLO 1 con stampe in serigrafia e la presenza di alcuni artisti. Inoltre con BOLO Paper, la mini casa editrice costola di BOLO, mi sto dirigendo sempre più verso la creazione di un vero e proprio contenitore di altre pubblicazioni,  più o meno elaborate, anche non mie, che intervallino l’uscita dei vari BOLO. In ultimo tra meno di un mese a Londra ci sarà il primo BOLO Meeting, una birra collettiva con tutti i ragazzi che hanno collaborato a BOLO 1 e che vivono là. E’ un esperienza che ho già fatto con Super8 e aiuta tantissimo ad accorciare le distanze con persone che spesso ho sentito solo via mail.

http://www.bolomagazine.com/

Immagini per gentile concessione di Marco Nicotra

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