ARCH BAG
Due amici appassionati di biciclette, un paio di macchine da cucire e un’appartamento a Milano usato come laboratorio. Mettete insieme il tutto ed ecco a voi ARCH INDUSTRY, company fondata da Andrea e Matteo, giovani creativi con le idee ben chiare in testa, ecco la loro intervista.
1. Ciao ragazzi, presentatevi.
A: Andrea Perici, 24 anni, Milano
M: Matteo Pulvirenti, 28 anni, Milano
2. Come vi siete conosciuti?
A: Ci siamo conosciuti più o meno 6 anni fa a una delle prime ALLEYCAT (gara di bici a tappe) a Milano nella quale oltretutto abbiamo corso assieme senza volerlo. Non ci siamo più rivisti per un po di tempo e dopo aver scoperto di avere amici in comune abbiamo iniziato a uscire e a frequentare la stessa gente.
3. Dove vi siete formati?
A: Liceo scientifico e successivamente Design d’interni allo IED, finito nel 2009. Ho lavorato per un’anno in uno studio di architettura dal quale sono scappato presto!
M: Prima ho frequentato un’istituto simile allo IED, poi ho fatto 2 anni di Brera ma litigavo con ogni professore e ho deciso di smettere. Intanto ho sempre lavorato, sono un’illustratore e continuo con i miei lavori di illustrazione.
4. Da dove nasce Arch Industry? Cosa vi ha spinto a realizzare borse a mano?
A: Io iniziai più o meno 5 anni fa a realizzare paratubi per le bici, venendo appunto da quella scena. Ho imparato a cucire quando ero più piccolo e poi, un giorno Matteo era a casa mia a disegnare una parete e io, non sapendo cosa fare, ho iniziato a cucire uno zainetto molto semplice (modello RUCKSACK). Da quel giorno abbiamo deciso di fare accessori e borse in maniera più ampia, per un pubblico giovane, della nostra età che ha le nostre stesse passioni e le nostre stesse esigenze.
5. Il nome Arch ha qualche significato?
A: NO! Sai quando devi per forza trovare un cavolo di logo e non sai mai come farlo, come fare la scritta, il nome da scegliere, il tutto vedendo costantemente ogni giorno mille loghi bellissimi? Ecco, ho detto a Matteo: “Senti, troviamo un cavolo di logo, una grafica!”, lui era in vena massonica ed è uscito Arch.
6. La vostra filosofia è PROUDLY MADE BY OUR OWN HANDS, vi rispecchiate in questo?
A: Quando raccontiamo di questa cosa la gente non crede, non capisce che veramente facciamo tutto noi. In questo momento tu sei qui e vedi che veramente siamo noi a tagliare pezzo per pezzo e a cucire pezzo per pezzo. La gente pensa che parlare di produzione di borse significa limitarsi al disegno di queste, invece le facciamo, le produciamo interamente e questo è il concetto poi espresso nella nostra filosofia. E’ tutto interamente prodotto da noi, dai disegni alle grafiche, dalle fotografie al sito, compresa la produzione con tutte le difficoltà che si possono incontrare, perdiamo giornate intere a capire come funziona un materiale o un tessuto, perché non si vuole cucire e tanto altro. Perdiamo tutto il tempo necessario per poi raggiungere quello che dobbiamo e vogliamo fare.
7. Seguite effettivamente proprio tutte le fasi di progettazione e produzione quindi?
A: Assolutamente si, ideazione, disegno e progettazione, taglio dei materiali e cucitura, finiture, etichette, tutto quanto. Anche per realizzare le parti più difficili, tipo gli occhielli di ferro, abbiamo comprato il torchio a mano con varie teste per bottoni, clip, borchie e anelli.
8. Dove recuperate i materiali?
A: La maggior parte dei materiali li recuperiamo da rappresentanti tessili per una comodità di metratura, riusciamo a prendere meno materiale pagandolo un pò di più rispetto alle metrature standard senza però avere problemi di costi esagerati e di spazio. La casa c’è ma al momento siamo un pochino stretti! Questo riguarda anche le pelli e tutti i materiali principali escludendo le collezioni per altri brand per i quali ci vengono forniti materiali specifici. Gli accessori tipo ganci, bottoni e fibbie le recuperiamo in negozi che vendono all’ingrosso.
9. Cosa significa per voi fare moda?
M: In realtà è nato tutto così per gioco che non ci siamo mai posti questo quesito e adesso che ci troviamo di fronte a una produzione che sta diventando sempre più costante che sarebbe opportuno domandarselo. Di fatto i nostri prodotti vengono apprezzati e distrutti quindi fanno moda.
A: Come ho detto prima facciamo quello che ci piace e che pensiamo possa piacere ai nostri amici a chi ha le nostre stesse passioni. Le nostre scelte non sono dettate da alcuna moda ma ci riteniamo fortunati che al momento alla moda possa piacere quello che facciamo.
10. Avete dei progetti paralleli? Matteo sei un’illustratore, hai intenzione di far confluire questa passione in Arch?
M: Se ce ne sarà la possibilità sicuramente, intanto sul sito è in vendita una maglietta con una mia grafica. Disegnare rimane sempre una mia esigenza, il fatto di disegnare prescinde a priori dal fatto di fare borse.
A: Ho tutta la testa occupata in Arch Industry. Reali progetti sono le nostre esigenze in futuro, vorremmo riuscire a stabilirci in una location diversa perché come vedi io cucio in questa stanza mentre Matteo taglia i pezzi in corridoio, è quasi come lavorare da soli! Vorremmo trovare un piccolo spazio, un laboratorio con show-room dove poter accogliere gente interessata a cioè che facciamo, avere uno studio ci permetterebbe anche di ampliare la produzione.La seconda è che vorremo far capire che possiamo fare qualsiasi cosa, partendo dal nostro sito chiunque può chiederci un disegno di una borsa, può scegliere tra i materiali e i colori disponibili e noi possiamo realizzarlo!
Foto di Arch Industry e Mattia Barni.

















