Anna Adamo è una giovane fotografa della provincia di Milano che lavora in analogico da quando ha iniziato a scattare. È totalmente assorta da questo mondo e si vede, fotografa qualsiasi situazione e così riesce a raccontare il mondo che le sta attorno. Le sue fotografie parlano da sole, basta stare ad osservarle un pò.
1. Ciao Anna, presentati.
Ciao! Sono Anna e ho 20 anni, sono nata e cresciuta a Cinisello Balsamo, non ho finito il liceo perché ho tutta una mia visione della vita e ad un certo punto mi è sembrata una perdita di tempo.
Non stavo bene con me stessa e quindi da allora dedico tutto il mio tempo alla fotografia, è ciò che davvero amo fare e ciò che davvero mi fa stare bene.
2. Da quanto tempo fai fotografie?
Fortunatamente faccio fotografie da un bel pò, fin da piccola in casa sono stata a contatto con macchine fotografiche analogiche e attrezzi vari finchè per il mio quattordicesimo compleanno mia madre mi ha regalato una reflex e da li è iniziato il tutto.
3. Come ti sei appassionata? Ti senti nata con la vocazione di fare la fotografa?
Sono in difficoltà a rispondere a questa domanda perché non ho mai avuto una crescita o una diminuzione di interesse, è sempre stata fortissima come cosa, sia quando un’idea mi piaceva e prendeva il 100% di me sia quando capivo che non ne valeva la pena, sono tutti momenti impressi su un pezzo di carta.
Per quanto mi riguarda è sempre una magia come le prime volte (si, un vero e proprio amore!!!).
Penso che sia questa la mia via, non c’è nient’ altro che mi prenda così tanto come la fotografia.
4. Dove trovi ispirazione?
Prendo ispirazione da me stessa. le cose che mi affascinano, le mie emozioni, il mio mondo, il mio passato, il presente… e cerco di farlo vedere attraverso i miei scatti.
5. A che progetto stai lavorando attualmente?
Sto lavorando su mia madre!
6. Come è nata questa idea?
Ho sempre cercato all’esterno qualcosa da fotografare quando un giorno, guardando mia mamma, mi si è aperto un mondo davanti e da quel momento, ovvero un anno a questa parte, lavoro su di lei, voglio raccontare la sua vita e i 60 passati in Italia, perché penso che la maggior parte delle nostre madri possano rispecchiarsi in lei.
7. Sei prigioniera di qualche icona in particolare?
Mah prigioniera proprio no, però diciamo che i primi libri di fotografia che mi sono capitati sotto mano, sono stati quelli di Diane Arbus, poi però col tempo mi sono appassionata della fotografia Italiana il massimo per me è Gianni Berengo Gardin, Francesco Zizola, Federico Garolla, Luigi Ghirri, Tina Modotti e molti molti altri!
8. Le tue fotografie in 5 parole.
Reali, malinconiche e pensate ( tre possono bastare??).
9. Cosa fai quando non scatti?
Quando non scatto ozio, i piccoli lavoretti che trovo sono sempre legati alla fotografia quindi è molto difficile che io non scatti, ho una vita normalissima comunque: amici, fidanzato, amo viaggiare, ascoltare la musica e adoro andare ai concerti!!












