

Andrea D’Aquino
Le sue illustrazioni sono un puzzle di colori e personaggi bizzarri, un mix di illustrazioni e collage. Si chiama Andrea, ma è una donna ed è nata a New York, dove vive e lavora.
1. Ciao, presentati.
Sono fondamentalmente una persona a cui piace esprimersi con le immagini, anche se amo anche le parole. Non mi piace etichettarmi come illustratrice, o graphic designer, writer, art director… anche se, in realtà, sono tutte queste cose e lo sono da molti anni ormai.
2. Com’è la vita di un’illustratrice a New York?
Sospetto che sia uguale alla vita di un’illustratrice in ogni altro luogo. Penso che una cosa comune agli illustratori, è che amano lavorare da soli, ci piace ritagliarci spazi in cui passare lunghe ore completamente assorti nel lavoro. Infatti, il mio lavoro è più motivato dal mio mondo interno che da quello esterno.
3. Quando hai scoperto la tua passione per l’illustrazione?
Ho guardato tonnellate di programmi televisivi per bambini negli anni Settanta, che erano a dir poco bizzarri e surreali, ero completamente immersa in quel mondo. Poi mia madre mi accompagnava spesso al museo quando ero piccola. A dieci anni ho scoperto che mi riusciva molto semplice dipingere disegni molto realistici dei Beatles, fotografie dai giornali di moda, e altre cose che mi piacevano. Oggi, da adulta, ho perso interesse nell’arte intesa come tradizionale tecnica di disegno realistico e di rappresentazione. Lo trovo noioso. Sono molto più interessata ai colori, alle trame e ad esprimere idee che all’esecuzione fine a se stessa.
4. New York è una città molto vivace, dove trovi ispirazione per il tuo lavoro?
Penso che New York sia irrilevante per il mio lavoro. Sono stata qui tutta la vita, perciò non ho alcuna capacità nel captarne la vivacità, come potrebbero fare persone che vengono da fuori. Mi sono spesso chiesta come sarebbe potuto essere. Comunque, non c’è dubbio che tutti i posti in cui ho visitato fin dall’infanzia, abbiano avuto per me un effetto positivo. Mi ricordo che l’atmosfera di New York era più interessante per me quando ero giovane. Niente di tutto questo esiste più, è tutto passato. Molti dei cambiamenti sono stati di miglioramento, ma forse non dal punto di vista degli stimoli creativi.
5. Come crei le tue illustrazioni?
Cerco sempre di sperimentare nuove tecniche. Mi piacciono le texture (trame, ndr) che vengono fuori mixando media in modo “sbagliato”. Conto sempre sugli errori, cose che non sono pianificate. Di solito inizio disegnando, ma spesso anche ritagliando dalla carta illustrazioni che avevo precedentemente stampato. Poi posiziono e muovo gli elementi sul foglio, disegnandoci sopra di nuovo. A volte scannerizzo degli elementi e poi li modifico al computer, ma cerco di ridurre queste operazioni al minimo indispensabile.
6. Che tipo di materiali usi?
Prediligo: matita, carta, carboncino, pastelli, acrilici, colori ad inchiostro… e ovviamente, cervello e intuizione.
7. Progetti per il futuro?
Mi piacerebbe fare qualcosa su larga scala, come un murales. Poi, visto che ho esperienza con i film, mi piacerebbe fare qualcosa nel campo dell’animazione, con movimento e suoni. Tendo ad amare le trame non lineari.
8. Cosa fai quando non lavori?
Pratico yoga, nuoto e corsa da molti anni. Tutto quello che posso fare per sprigionare le endorfine, mi da un senso di pace. Credo fermamente che tenere il corpo in allenamento e salute sia vitale per la creatività e per mantenere la mente aperta. O almeno per me, questo si rivela essere vero!
Link : http://www.andreadaquino.com/.
Foto per gentile concessione di Andrea D’Aquino.










