Alterarti per Turno 14|22

Due domeniche fa siamo stati a Cascina Cuccagna per assistere a Turno 14|22, mostra organizzata dal collettivo Alterarti in collaborazione con l’Associazione Consorzio Cantiere Cuccagna. Ve lo avevamo consigliato anche nella nostra rubrica di appuntamenti settimanali Weekly Juice e se non ci siete andati vi siete persi proprio un bell’evento.

Immaginatevi una cascina di inizio settecento nel pieno centro di Milano. Immaginatevi 12 artisti, ognuno sistemato a proprio piacere in una stanza diversa. Immaginatevi di passare da una all’altra cambiando totalmente tipo di arte, di performance e di ispirazioni, il tutto con un sacco di gente, buon cibo, sole e un prato dove sdraiarsi. Abbiamo fatto qualche domanda al collettivo Alterarti ed ecco le loro risposte!

 

1. Potete presentarci Alterarti e chi ne fa parte?

Alterarti è un gruppo di progettazione e diffusione di linguaggi contemporanei. La nostra volontà è quella di lavorare con artisti e realtà che si muovono al di fuori dei grandi circuiti dell’arte, proponendo azioni di rottura, di ricerca e denuncia. Siamo aperti a tutte le forme di contaminazione, raccogliendo e proponendo nuove figure artistiche, allo scopo di alterare la sensibilità e il senso critico. Alterarti vuole riflettere sul lento regredire delle offerte culturali istituzionali ricercando nuovi stimoli e proposte che nascono sul territorio.

Attualmente Alterarti è composto da: Beatrice Girelli, Elisa Legnani, Simone Martoccia, Manuel Morisetti e Marco Mercuzio Peron.

 

2. Come è nata l’idea di questa mostra?

La voglia di realizzare una mostra all’interno di uno spazio non convenzionale è sempre stata presente nei nostri pensieri, fin dalla nascita del gruppo. Dopo un anno di collaborazione con l’associazione Elita, circoscritta alla gestione dell’art gallery all’interno di Elita Sunday Park, abbiamo sentito l’esigenza di organizzare un evento indipendente, nel quale mettere a confronto diversi artisti. In quel periodo siamo entrati in contatto con Cascina Cuccagna la cui bellezza e atmosfera ci ha da subito colpiti ed impressionati. Partendo dalle caratteristiche del luogo (una location in continuo progredire), dalle idee che Consorzio Cascina Cuccagna porta avanti e dalla volontà di approfondire il dibattito sulla figura dell’artista oggi è nato il concept della mostra. Un’esposizione incentrata non solo sull’opera d’arte ma anche, e soprattutto, sul processo creativo: una mostra in continua trasformazione nella quale 12 artisti in 8 ore sarebbero stati chiamati a riflettere e percorrere il processo di creazione delle loro opere.

La volontà di mostrare la processualità e il metodo nella realizzazione delle opere presentate risponde al tentativo di dare una panoramica concreta sul ruolo dell’artista-lavoratore: evidenziando una mancanza di riconoscimento, di legittimazione e di tutela dello stesso.

 

3. Come si può posizionare all’interno del panorama artistico milanese? è un impulso alla creatività o uno stimolo per sensibilizzare le persone?

Non crediamo sia ancora arrivato il momento di dare una collocazione precisa ad Alterarti all’interno del panorama artistico milanese, se non identificandoci come una delle tante realtà emergenti che, fortunatamente, sempre più spesso prendono vita a Milano. La scarsità di fondi e proposte da parte delle più importanti istituzioni milanesi “costringe” e allo stesso tempo stimola le giovani associazioni ad inserirsi e competere nel panorama artistico della città con offerte alternative e di qualità. Contestualmente alla mostra Turno 14|22 pensiamo possa essere letta da molteplici punti di vista: dall’inaugurazione alla residenza, dalla mostra all’evento. L’idea è nata sia dalla volontà di dare libero sfogo alla creatività, nostra e degli artisti coinvolti, sia dalla “necessità” di sensibilizzare i visitatori: dare alle persone la possibilità di interagire direttamente con gli artisti e non solamente con le loro opere, permettendo un approccio più sensibile e diretto con l’arte. Un modo diverso di avvicinarsi ad un mondo conosciuto ma spesso distante dal grande pubblico.

 

4. Con che criterio avete scelto i 12 artisti?

L’intenzione è stata quella di mettere a confronto artisti che attraverso i loro lavori potessero mettere in mostra i molteplici linguaggi della ricerca artistica contemporanea. La ricerca è stata lunga ed impegnativa: abbiamo visionato molti archivi online e diversi siti dedicati agli artisti emergenti; abbiamo fatto anche ricerca sul campo attraverso numerosi studio visit. L’idea era anche quella di cercare fra quegli artisti che ancora non avessero dei legami con il mondo più istituzionalizzato dell’arte e che fossero al di fuori del circuito delle gallerie, mossi dalla volontà di dare spazio a chi, per molti motivi, di spazio a disposizione ne ha ben poco.

 

5. Ci sono stati dei progetti che hanno riscosso particolare successo?

In realtà tutte le opere sono state apprezzate, anche per merito degli artisti che hanno dedicato molto del loro tempo a raccontare al pubblico i loro lavori e le fasi che li precedono, generando interesse e curiosità attorno alle singole opere. I lavori che forse, per motivi diversi hanno incuriosito maggiormente le persone sono stati: Stavo solo riposando gli occhi, di Francesco Capponi; To workers, di Fausto Falchi; Riflessioni labili, di Giuseppe Buffoli e Vite precarie, della Compagnia degli Stracci.

 

6. Siete soddisfatti del risultato ottenuto? la fatica è stata ripagata?

Siamo molto soddisfatti, in partenza nessuno di noi si sarebbe aspettato un risultato così grande. Abbiamo lavorato tanto e non abbiamo mai smesso di crederci, anche quando le difficoltà rischiavano di metterci i bastoni tra le ruote. Desideravamo fare tutto il possibile per riuscire a creare un progetto valido ed interessante. Non sta a noi dover giudicare il risultato ma crediamo comunque di aver fatto un buon lavoro. Dobbiamo molto ai nostri amici e a tutti quelli che ci hanno sostenuto in questi mesi: siamo in cinque ma con alle spalle molte persone che hanno creduto e credono nel nostro lavoro e che, ognuna a suo modo, ci hanno aiutato a realizzare Turno 14|22. Diciamo che abbiamo diverse cene da offrire per “sdebitarci”…

Nonostante tutto le notti insonni sono state ampiamente ripagate.

 

http://www.alterarti.it/

http://www.cuccagna.org/

Foto per gentile concessione di Elisa Carutti e Luca Folliero

 

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